“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza…”

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza…”

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Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita (..), per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.

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La frase è tratta dal libro “Walden, ovvero vita nei boschi” di Henry David Thoreau.

Questo è il mio primo post e non potevo non cominciare da lui, dal tizio con gli occhi grandi e spiritati della foto. Quell’uomo lì ha influenzato il mio modo di pensare e le scelte che ho fatto in questi ultimi anni.

Lasciate che vi spieghi brevemente.

Nel 1845 il naturalista e filosofo americano Henry David Thoreau decise di lasciare la cittadina di Concord, dove abitava ed era nato, per andare a vivere in una capanna di legno da lui stesso costruita nei boschi del vicino lago di Walden, nello Stato del New England. Voleva fare un esperimento: dimostrare a se stesso e agli altri quanto fosse necessario rinunciare agli agi della vita di città per vivere in piena armonia con se stesso e con la natura. Thoreau era ostile al mercantilismo della società americana (già nel 1845, incredibile!) e pensava alla vita come a un lungo cammino spirituale che non aveva nulla a che fare con l’aspetto religioso ma che rimandava alla ricerca della propria identità più profonda.

walden In Walden, pubblicato nel 1854, Thoreau ci racconta del suo rapporto con gli ospiti che riceve nella sua capanna (quelli reali e quelli immaginari), ci parla dei suoi pensieri filosofici ed esistenziali, delle incombenze quotidiane, degli studi minuziosi sulle piante e sul comportamento degli animali del bosco. E mentre leggiamo, desideriamo essere lì con lui, seduti davanti alla sua casa di legno ad ascoltare il silenzio della natura in una tiepida serata estiva o a giocare con il ghiaccio autunnale quando il lago comincia a gelare.

Come dicevo, questo libro ha contribuito a farmi vedere le cose da una prospettiva diversa.

Ce ne sono stati molti altri, insieme alle storie di persone che hanno cambiato vita prima che lo facessi io; sono stati loro a darmi lo spunto per partire, il coraggio di tentare.

Dopo anni passaIMG_8413ti a documentarmi, a fare prove e progetti, nel 2013 ho fatto il grande passo: ho abbandonato la città per andare a vivere con la mia compagna in una collina marchigiana, in mezzo alla natura. Ok, io non vivo nei boschi e non sono virtuoso come Thoreau, però l’idea di vivere di natura, pensiero, libri e scrittura mi ha sempre fatto venire un groppo in gola. E’ qualcosa che assomiglia alla felicità, alla sensazione di dare un senso al mio tempo, che in fin dei conti è poco, ma che per me è tutto.

 Il mio mondo è una piccolIMG_7923a casa in sasso di 80 metri quadrati (attaccata a quella del vicino) in mezzo al verde, con un panorama meraviglioso. Davanti a casa ho un orto ricavato da un vecchio campo da bocce, quaranta ulivi, alcuni alberi da frutto e tre ettari di terra solo parzialmente coltivabili. Non mi sono costruito la casa da solo e non vivo isolato da tutti, però l’idea di “scalare le marce” e di allontanarmi da un modello di vita prettamente consumistico ha prevalso sui rischi che potevo correre.

Una delle tante frasi famose di Walden recita: “un uomo è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno”.

E’ una delle frasi più motivanti che abbia mai letto.

Mi fa pensare al superfluo che riempie le nostre giornate, al bisogno di recuperare le esperienze davvero importanti, tagliare i rami secchi (delle false amicizie, per esempio), togliere anziché aggiungere, leggere di più, imparare ad ascoltare ed essere capaci di apprezzare le cose semplici, quelle che non si comprano al centro commerciale, ma che richiedono la fatica di trovare il tempo da dedicare a se stessi e agli altri.

 

Dateci un’occhiata. Per i sottotitoli cliccate in basso a destra.